Cena eschimese lappone

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Anche quest’anno come ormai da tradizione si è festeggiato il carnevale con una festa a tema.

Ci siamo calati nei panni degli Eschimesi. Per essere più precisi negli abiti degli Inuit ma nelle cucine dei Lapponi per evitare cibi troppo inquientanti quali carne di squalo macerata in carcasse di foca…..ci sembrava troppo!!! 😛

Ecco a voi l’ambientazione con tanto di Igloo, slitta e pesci ad essiccare.

igloo

slitta

E poi il menù (alcuni nomi li ho tradotti io credo in una grammatica terribile…se qualcuno conosce la traduzione corretta me la può indicare e la cambio con piacere):

KNACKEBROD RAG KANSSA SILAKKA

(Crostini di pane di segale con aringa, burro e zucca)

aringa

KAARYLEITA LOHEN

(sfoglie di panna al salmone)

PERUNAKEITTO

(zuppa di patate, ceci, latte e alghe rosse)

zuppa con alghe

RIISI KANSSA KORINTTEINEEN

(riso con uvetta e albicocche essiccate)

risoo con uvetta

VORSCHMACK

(Sformato di carne ai quattro sapori; vedi dopo la ricetta)

VORSHMACK

ALGSKAV

(Straccetti di alce con ginepro e mirtilli)

straccetti d'alce

DOLCE GLACIALE

DOLCE IGLOO

Ricetta del Vorschmack:

400 gr macinato di manzo

150 gr macinato di agnello

50 gr acciughe

sedano carote e cipolla

burro sale e pepe

Rosolare con burro sedano carote e cipolla il manzo e trasferire in una padella. Procedere allo stesso modo con agnello e poi con le acciughe e unirle nella stessa padella del macinato di manzo. lasciar cuocere ancora 5 minuti, poi traferire in una teglia da forno e unire mezzo bicchiere d’acqua e 3 cucchiai di passata di pomodoro. Cuocere a 160° per 1 ora e mezza ca. (senza far seccare).

ESCHIMESIPS il gruppo cinofili dei nas avvisa di una contraffazione alimentare: in realtà ciò che è stato spacciato per alce era faraona…..

controllo qualità

Mostra di Tutankamon a Roma

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Finalmente dopo quasi un anno di attesa ha aperto a Roma, nel cuore di Villa Borghese, la mostra dedicata alla tomba di Tutankamon e alla sua scoperta.

L’allestimento è molto ben curato e moderno con faretti che illuminano le opere su sfondo nero, alcune custodite in vetrine, altre esposte senza protezioni.

Un video all’ingresso vi mostrerà la storia e foto e filmati d’archivio della scoperta della tomba di Tutankamon da parte del mecenate Lord Carnavon e dell’archeologo Howard Carter. Aprendo idealmente con loro il sigilllo

sigillovi troverete davanti “in Carne ed Ossa” i guardiani della tomba, in armi pronti a colpire i malintensionati.

guardiani

Potrete avvicinarvi al sacello che custodiva il vero e proprio sarcofago (anch’esso esposto insieme ai canopi che custodivano gli organi del Faraone) custodito dal fedele Anubi Dio dell’Oltretomba.

                  sacello                                           anubi

Una serie di vetrine vi mostreranno il tesoro del Faraone compresa la famosa Maschera, il Carro da guerra, i sandali e molto altro.

.museoegizioroma carro                                   Museo-egizio-roma-mostra-tomba-tutankhamon

L’iniziativa di questa eccellente mostra che porta il pubblico a fare un salto nell’Antico Egitto senza doversi allontanare poi troppo da casa è tanto più ammirevole considerando le difficoltà che si incontrano quando si desidera portare a termine un progetto del genere.

Risultando infatti impossibile trasportare i pezzi originali dal Cairo per allestirli a Roma un team di artisti egiziani ha realizzato queste fedelissime copie esposte all’Accademia che così hanno il duplice valore di essere la copia esatta e filologica dell’originale e nello stesso tempo opere grandiose di artisti moderni.

riproduzioni egizie

La mostra è allestita nel piano inferiore dell’Accademia d’Egitto, in via Omero 4, l’ingresso è gratuito ma non trattandosi di un vero e proprio museo dovrete citofonare al cancello che vedete nella foto di seguito, un gentile custode egiziano vi aprirà e vi chiederà di lasciare un documento che vi riconsegnerà all’uscita.

NB chiusa sabato e domenica.

accademia

Santa Maria degli Angeli

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A pochi passi dalla Stazione Termini in Piazza Esedra, ora Piazza della Repubblica, si trova la Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri dove vengono celebrate le cerimonie di Stato. E’ un luogo sorprendente ricco di storia e di arte.

smariangeli

Sul suo suolo si sono succeduti edifici e funzioni diverse, domus romane, terme, cave di materiali, la chiesa nelle sue diverse fasi e ciascuna epoca ha lasciato tracce indelebili che possono essere ammirate ancora oggi. Visitandola scoprirete l’ultima opera di Michelangelo che la portò a termine ultra ottantenne, sarete sorpresi dalla perfezione e dalle dimensioni delle “bozze” dei mosaici di san Pietro in vaticano qui conservate, potrete divertirvi a distinguere le colonne di granito (recuperate dalle terme romane) da quelle in finto marmo inserite in Basilica nel XVIII secolo, rimarrete ammirati dal passaggio del sole a mezzogiorno che trapelando da un forellino nella volta andrà ad animare la bellissima meridiana sul pavimento in ricchi marmi policromi.

meridiana4

Se poi vi affiderete all’ottima guida Livia che trovate in loco ogni 1° e 3° sabato del mese alle 10.30, con un contributo alla Parrocchia di soli 3 Euro potrete sapere tantissime altre curiosità, visitare la sagrestia con le storie di San Bruno, vedere il passaggio dietro l’altare che riconduceva i frati nel loro convento, ammirare i resti del pavimento in mosaico delle antiche terme, scoprire da vicino l’icona sacra che giustifica nascita e nome della Basilica, trovarvi faccia a faccia con il sacerdote che tanto si adoperò nel 1500 perchè il culto di Santa Maria degli Angeli fosse portato a Roma.

Potete anche prenotare una visita privata e contattare direttamente la guida qui:   visite.santamariaangeliroma@gmail.com

int smam

Le candele dell’Avvento

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Per decorare e passare più intensamente l’attesa del Natale durante il periodo dell’Avvento quest’anno ho realizzato un centro tavola con le candele a forma di Vangelo. Secondo la tradizione ogni Domenica di Avvento si accende una candela quando la famiglia è riunita e si fa una preghiera.  Le 4 Candele ricordano i Profeti che con speranza annunciarono la nascita di Gesù, la città di Betlemme dove nacque Cristo, i pastori che gioirono all’annuncio della sua nascita e gli angeli che intonarono un canto d’amore.

Vangelo dell'Avvento

Avvento

Corona avvento

Basilica di San Clemente

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Si sa che Roma reca le tracce di secoli di storia che si sono sovrapposte metro su metro di cui molte giacciono silenziose, nascoste e spesso sconosciute sotto i nostri piedi. C’è però un punto speciale della città in cui possiamo letteralmente immergerci nella storia. Si tratta della basilica di San Clemente a due passi dal Colosseo.

Questa basilica presenta ben tre livelli in cui epoche e culture diverse si incrociano e si innestano le une sulle altre.

Entrando dal portale della chiesa ci troviamo davanti una basilica del XII secolo caratterizzata dal pavimento cosmatesco, cioè a intarsi di marmo colorati, e dal recinto in lastre di marmo che delimitano l’area adibita ai religiosi, la schola cantorum.

basilica supDa notare i dischi di porfido rosso che delineano un percorso privilegiato che va dall’ingresso all’accesso alla schola cantorum; ma anche il monogramma più volte ripetuto sulle lastre del recinto che va sciolto nel nome di Giovanni II (Papa 532-535). Questo ci indica che per la decorazione della basilica sono stati utilizzati materiali più antichi e nello specifico provenienti dalla cosidetta basilica inferiore, cioè l’originaria Basilica di San Clemente costuita nel V sec circa e visitabile nei sotterranei.

Prima di andarli a visitare però non perdetevi la cappella di santa Caterina nella navata di destra dipinta da Masolino e il monumento funebre di Antonio Venier che riutilizza una colonna con decorazioni vegetali di epoca romana.

Masolino

Scendendo nel primo livello sotterraneo potrete percorre le navate dell’originaria basilica di IV-V secolo decorate con affreschi che ricordano la storia del santo tra cui una tra le prime testimonianze scritte della lingua italiana (intorno all’anno 1000).

volgare italiano

Questa Basilica subì danni nel 1084 e fu così interrata e usata come fondamenta per la Basilica superiore.

Ma non è finita ancora più sotto terra potrete visitare alcuni edifici di età imperiale: un mitreo (antico luogo di culto dedicato ad una divinità orientale che fu tra i principali “rivali” della religione cristiana), gli ambienti di una domus e altri costruiti in laterizio e possenti mura di tufo recentemente identificati come la zecca di età romana qui spostata dopo l’incedio neroniano di Roma.

Mitreo

Festa di Halloween 2014

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Per la festa di halloween di quest’anno menù a base di pesce:

 

Occhi di Drago

(palline di Philadelfia con oliva e pistacchio)

occhi di drago

Lombrichi al vellutello

(spaghettoni al nero di seppia con granella di pistacchio)

seppia

Purea di fantasma

(baccalà mantecato con latte)

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Muschi di stagione

(insalata iceberg con noci e mela)

Bignè in guano di pipistrello

(bignè ripieni di crema pasticcera in crema dicioccolato)

Il tutto condito con musica e maschere ispirate ai cattivi disney: Ursula, Capitan Uncino con il suo Coccodrillo, Regina di Biancaneve e Crudelia Demon.

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Museo Barracco

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Davanti l’ingresso di Piazza Navona su Corso vittorio Emanuele c’è un palazzetto neoclassico chiamato la piccola Farnesina ai Baullari. Al suo interno in 9 piccole sale distribuite su due piani si celano pezzi straordinari di una collezione di scultura antica che il suo proprietariò donò nel 1902 al Comune di Roma.

Giovanni Barracco formò la sua collezione con l’intento di “creare un piccolo museo di scultura comparata” e a mio parere realizzò questo suo progetto con un’efficacia e con una modernità che tanti musei di oggi dovrebbero invidiargli. Infatti la sua collezione ( e quindi il piccolo museo che la ospita) è caratterizzata da straordinarietà ed essenzialità date dall’esiguo numero di pezzi (senza annoiare il pubblico con infiniti coccetti che riempiono vetrine senza neanche essere spiegati) tutti però scelti perchè portatori di qualità eccezionali: altorilievi mesopotamici di grandi dimensioni,

la_preda_della_caccia_largew sculture e pezzi in legno ottimamente conservati dall’Antico Egitto,

frammento_di_sarcofago_largewsculture cipriote che conservano abbondanti tracce di colore,

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statue greche come il ritratto del poeta Omero con gli occhi ciechi aperti alla vista interiore dell’animo tipica dei poetitesta_di_omero_tipo_epimenide_largew

ritratto femminile di epoca romana in un particolare marmo scuro e con lineamenti paffuti.

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Inoltre questo museo si può visitare in tutta tranquillità perchè poco frequentato (purtroppo per chi si perde le sue meraviglie) e perchè da poco ad ingresso gratuito.

Buona passeggiata!!!